Come favorire la digestione dopo un pasto: erbe, gesti e rituali

Perché ci si sente appesantiti dopo un pasto

La digestione è un processo che richiede energia. Dopo un pasto, il vostro organismo destina una parte significativa della propria energia e del flusso sanguigno all’apparato digerente. Si tratta di un fenomeno fisiologico, ed è per questo che un calo di energia nel primo pomeriggio non ha nulla di anomalo.

Ciò che invece è meno comune è quando questa fase è sistematicamente accompagnata da pesantezza, gonfiore o una sensazione di digestione che si protrae. In questi casi, raramente sono le erbe a fare la differenza in primo luogo: sono piuttosto le condizioni del pasto stesso.

Ciò che influisce davvero sul benessere dell'apparato digerente

1. La velocità con cui mangiate

È il fattore più sottovalutato. Mangiare in fretta significa masticare poco e ingoiare aria. La masticazione è però la prima fase meccanica della digestione: ciò che non viene sminuzzato in bocca richiede uno sforzo maggiore nelle fasi successive. Un pasto consumato in dieci minuti stando in piedi non viene digerito allo stesso modo dello stesso pasto consumato in venticinque minuti stando seduti.

2. La quantità, più che la natura degli alimenti

Un pasto abbondante richiede più tempo per essere digerito, indipendentemente dalla sua composizione. Prima di puntare il dito contro un alimento in particolare, spesso è più utile considerare le porzioni nel piatto.

3. I grassi e l'alcol

I pasti ricchi di grassi rallentano lo svuotamento dello stomaco — da qui la sensazione che «non scenda». L’alcol, dal canto suo, irrita la mucosa e altera il processo. Si tratta di due fattori concreti su cui intervenire prima di cercare una soluzione.

4. La posizione dopo il pasto

Sdraiarsi subito dopo favorisce il reflusso gastrico. Una passeggiata di dieci-quindici minuti è uno dei gesti più semplici ed efficaci per favorire la digestione.

5. L'idratazione

Bere durante e dopo il pasto non ostacola la digestione, contrariamente a quanto si crede comunemente. Una bevanda calda a fine pasto è spesso percepita come piacevole.

Le piante utilizzate tradizionalmente

Nessuna pianta può sostituire quanto sopra. Questi gesti fanno parte di un rituale, ed è proprio spesso questo rituale — sedersi, fare una pausa, bere lentamente qualcosa di caldo — a offrire il massimo conforto.

La menta piperita e la menta marocchina

Sono quelle più comunemente associate al momento dopo il pasto, sia in Europa che nel Maghreb, dove il tè alla menta conclude tradizionalmente il pasto.

Tutto quello che c'è da sapere sulla menta marocchina →

Il finocchio, l'anice verde e l'anice stellato

Tre piante della stessa famiglia aromatica, tradizionalmente associate al benessere digestivo e alla sensazione di leggerezza allo stomaco. Si trovano nella maggior parte delle miscele cosiddette “digestive”.

Lo zenzero

Utilizzato da moltissimo tempo nelle cucine asiatiche e indiane, spesso a fine pasto. Il suo sapore piccante e caldo è caratteristico.

L'infuso di zenzero →

La verbena e la melissa

Più orientate al relax, vengono spesso scelte la sera, quando la cena è anche il momento in cui ci si rilassa dopo una giornata di lavoro.

Il tè verde

In molte culture viene tradizionalmente consumato dopo i pasti. Attenzione però: contiene teina.

Il tè verde: composizione e usi →

Teina o non teina: l’aspetto da non trascurare

È la domanda più frequente, ed è legittima. Un infuso di erbe (solo menta, finocchio, verbena…) non contiene teina. Al contrario, non appena c’è del tè — verde, nero, bianco — c’è della teina.

In pratica: una miscela a base di tè verde assunta dopo pranzo non pone generalmente alcun problema, e alcune persone apprezzano addirittura questa leggera sferzata di energia per il pomeriggio. La stessa miscela assunta dopo cena può invece rendere difficile addormentarsi nelle persone sensibili.

Teina e sonno: quali tè evitare la sera →

Ciò che non serve a nulla (anzi, è controproducente)

  • Le tisane a base di senna o di frangola. Si tratta di lassativi stimolanti, non di erbe che favoriscono il benessere digestivo. Se ne sconsiglia l’uso regolare. Verificate sempre la composizione di una miscela venduta come «detox» o «pancia piatta».
  • Saltare il pasto successivo. Ciò altera il ritmo e comporta solitamente un’assunzione di cibo maggiore e più rapida.
  • Aspettarsi un effetto immediato. Un infuso non agisce in trenta secondi. Il benessere deriva dal rituale consolidato nel tempo.

Creare il proprio rituale post-pasto

  1. Appoggiare le posate tra un boccone e l’altro, almeno durante la prima metà del pasto.
  2. Se possibile, fare una passeggiata di dieci-quindici minuti dopo il pasto.
  3. Preparare un infuso e berlo seduti, lentamente, senza schermi.
  4. Ripetere. È la costanza che conta, non l'intensità.

È proprio questa la logica della sfida dei 28 giorni: consolidare un’abitudine per un periodo sufficientemente lungo affinché diventi automatica.

DOPO PASTO — Tè verde e menta marocchina

Il nostro rituale di fine pasto, formulato in Svizzera, senza zuccheri aggiunti. Contiene teina: se siete sensibili a questa sostanza, è preferibile consumarlo dopo pranzo piuttosto che dopo cena.

Scopri il DOPOCENA →

Quando rivolgersi al medico

I disturbi digestivi occasionali dopo un pasto abbondante sono del tutto normali. Per contro, dolori addominali persistenti, disturbi dell’intestino che si protraggono nel tempo, una perdita di peso inspiegabile o frequenti episodi di reflusso gastrico richiedono un consulto medico. Una tisana contribuisce al benessere quotidiano, ma non sostituisce mai una diagnosi.

Se siete incinte, allattate, seguite da un medico o in terapia per una patologia digestiva, chiedete consiglio al vostro medico prima di introdurre una nuova erba nella vostra routine quotidiana.

Da ricordare

  • I gesti legati al pasto — velocità, quantità, posizione — hanno un peso maggiore rispetto alla scelta dell’alimento.
  • Menta, finocchio, anice, zenzero e verbena sono le erbe tradizionalmente associate al momento dopo il pasto.
  • Una miscela a base di tè contiene teina: da consumare con moderazione a seconda dell'ora del giorno e della propria sensibilità.
  • Evitate i preparati a base di senna venduti come soluzioni rapide.
  • È la regolarità del rituale a fare la differenza, non la singola tazza.
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